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Valiar e Khea’r. Assolate Terre del Sud, affacciate sul mare, e freddi, inospitali Territori del Nord, irti di invalicabili montagne. Due Sacrari protetti dalle Custodi, uno per ognuno dei due popoli. Opportunamente chiuso, quello Valiar, per tenere il Male al di là. Ma quello Khea’r? Nessuno lo sa per certo a Lucar, la capitale delle Terre del Sud. Quello che qualunque Valiar sa, però, è che i Khea’r sono dei selvaggi; guerrieri temibili e barbari senza legge votati a Dei pagani e peccaminosi. E lo sa bene anche Eyna, una delle Custodi di Lucar. Lo sa talmente bene che la sua testa risuona di tutte le peggiori ignominie commesse da quel popolo blasfemo la notte in cui si risveglia loro prigioniera, legata ed imbavagliata sulla groppa di un cavallo diretto a Nord, a Roch’lor, l’inespugnabile capitale Khea’r. Eppure, la sua paura più grande non è legata a ciò che potrebbe farle quel truce guerriero dai sensi fini quanto quelli di un predatore, così abile con le lame. No, la sua paura più grande è cosa succederebbe se quel guerriero dovesse riuscire a portarla al cospetto del loro Sacrario. Perché c’è qualcosa, al di là di quella soglia, che chiama Eyna da sempre, e lei sa perfettamente di non poter rispondere a quelle voci. Eyna sa di doversi nascondere e di dover celare dentro di sé quella cosa che a Lucar le è costata una punizione tale da farle ricordare ancora ogni minima sensazione, dopo tredici anni. Quella cosa che non osa nominare neanche tra sé e sé. La magia... “Sapere di essere qualcos’altro e non poterlo diventare…” mormorò, quasi tra sé. “Riesci ad immaginare qualcosa di peggio?” La risposta le venne spontanea. “Sapere di essere qualcos’altro e non volerlo diventare.” Un’avventura epica, un viaggio attraverso le Terre d’Occidente verso un mondo completamente diverso da quello in cui Eyna è cresciuta, e contemporaneamente un viaggio alla scoperta di se stessa, delle sue capacità, della sua vera natura e, inaspettatamente, dell’amore.

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“L’ombra di Aaelia si estende anche ben oltre la sua morte.”

La vecchia Veggente è morta, Eyna ha ricostruito il Sacrario di Roch’lor ed ha assunto il suo ruolo di Custode, restituendo ai guerrieri le loro ali e ai Territori del Nord la libertà. Eppure queste sono le parole di Kylar… I disegni di Aaelia sono complessi, lo sanno bene lui e Naoul, figlia della Veggente ed erede delle sue straordinarie capacità. Entrambi hanno ottime ragioni per tenersene alla larga, ma sarà sufficiente la loro volontà? Oppure, quando sarà un destino più grande di tutti loro a tessere le sue intricate trame, saranno costretti a chinare il capo e a piegarsi al suo volere per proteggere chi amano ad ogni costo? Lo sapremo in questo secondo capitolo in cui altri viaggi attendono i nostri protagonisti, tra vecchie conoscenze e nuovi incontri, guerre e liberazioni, alla scoperta dei maestosi Territori del Nord e delle antiche tradizioni dei guerrieri; alla scoperta reciproca di Eyna e Kylar, della loro nuova natura, dei loro rispettivi retaggi culturali da far coesistere; alla scoperta del loro passato e di un segreto sepolto dal tempo. E alla scoperta di ciò che sta succedendo nelle Terre del Sud… Cosa arriveranno a fare i Valiar per spezzare di nuovo le gambe di quel temibilissimo nemico ormai invincibile? Quali regole saranno disposti ad infrangere? Tutte, perfino la più importante, e sarà Ramy a doverlo fare, la Custode scampata al rapimento Khea’r per grazia di Loram. Lo farà? Obbedirà alla sconvolgente richiesta del Capo degli Anziani? Potrebbe farlo, se fosse l’unico modo di salvare il suo popolo e forse, con il favore di Loram, di salvare anche Eyna, saldando così quel debito di cui sua sorella non può ricordare nulla…

La parola dei lettori:

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